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Luci ed ombre del condominio Rebibbia
di Luigi Germano Sinnos Editrice

Viaggio senza ritorno
Sono Luigi, da molti anni ospite di Rebibbia, ove all’interno di un granitico agglomerato, giostrano vari istituti penitenziari. Attraverso queste mura enormi, percepisco le voci del mondo che tuttavia mi arrivano attutite: qui non c’è segno di giubilo, il bailamme vacanziero non ha ragione di esistere e le stagioni hanno una loro prerogativa monotona: il caldo, il freddo, il Natale, il Ferragosto.
Trascorro il mio tempo ancorato a vecchi e nuovi ricordi, mille avventure carcerarie affollano la mia mente impregnata di caldo e di nuovi umori sudaticci.
Una mattina, qualche tempo fa, nell’ampio giardino dove trascorrevo le mie ore incolori, vidi a terra un minuscolo volatile; lo raccolsi con amore: era un piccolo falco. Divisi con lui la mia cella. La sua presenza, a poco a poco, divenne un fatto importante, lo chiamai Lucariello.
Di giorno, nel grande passeggio, volteggiava alto, libero di superare gli enormi muri; ma stranamente e contro ogni logica planava sempre sulla mia spalla. Rientrava dopo aver volato libero attraverso gli spazi del cielo.
Lucariello ampliò i suoi viaggi, le sortite duravano più a lungo. Gli unici momenti di grande gioia erano gli istanti in cui pelluccava di tutto, piccole lucertoline, pochi pezzetti di carne e piccoli insetti. Ma il falco divenne predatore e non fu più possibile tenerlo in cella.
Una mattina all’aria lo tenevo come sempre sulla mia spalla; un piccolo movimento scomposto, un soffio sulla piccola nuca quasi a volergli parlare, poi volò via.
Non è più tornato, ma come nelle favole ho sempre aspettato il fruscio del suo ritorno.
Ora, posseggo una grande voliera con molti passeri, diamantini, canarini, pappagallini. Sono tutti miei amici, riconoscono il mio passo ed a sera rientrano tutti per il riposo notturno.
Ma nessuno di loro ha preso il posto di Lucariello, il piccolo falco che fattosi uomo ha scelto di ritornare libero negli spazi.
Ho molta nostalgia di Lucariello. Ma forse è giusto così.

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